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L’Estate del Montini

La scuola al Montini non finisce mai! Ogni estate una pioggia di proposte porta i ragazzi a condividere esperienze fortissime che sono capaci di cambiare le loro vite. Di seguito trovate le loro testimonianze su quello che i montiniani hanno vissuto.

BOGLIASCO 2019 - Volontariato con anziani e disabili

Bogliasco

La parola volontariato nel dizionario acquisisce il significato di prestazione di lavoro, gratuita o semigratuita, fatta al fine di imparare la pratica necessaria allo svolgimento di un'attività professionale o di un lavoro e il relativo titolo di riconoscimento. Letteralmente è giusto identificarlo in questa maniera ma personalmente è tutt’altro. Durante le esperienze proposte dal Montini si perde la mania del protagonismo cui noi giovani d’oggi siamo soggetti. Si creano rapporti che vanno oltre l’ambito scolastico e si porge la mano a chi ne ha più bisogno. Si matura inconsapevolmente ed è meraviglioso poter percepire dopo che siamo cresciuti. Spesso viene detto che dare è meglio di ricevere ma fidatevi, ho recepito più emozioni in volontariato che nella quotidianità. 

Bogliasco è un esempio di luogo che fa da sfondo alla famiglia costruita insieme ai nostri amici Aldo, Francesco, Antonio perché la famiglia non è questione di sangue o di tempo bensì di volersi bene reciprocamente. Questo è quello che ho imparato in queste due settimane.

(Annalisa, figlia della mitica Patrizia)

 

CHIAVENNA 2019 - Volontariato 

chiavenna 2019

Abbiamo svolto diverse attività in compagnia di ragazzi disabili e di anziani. Tra queste attività abbiamo raccolto mirtilli, lamponi... nell’orto situato nel giardino all’esterno della struttura. Io insieme ad altri tre ragazzi abbiamo accompagnato alcuni ragazzi disabili a fare una passeggiata nel giardino e sono rimasta davvero colpita dall’entusiasmo dei ragazzi nel fare un’attività così semplice e banale come può essere un giro in giardino. Inoltre,io e altri ragazzi abbiamo avuto anche la possibilità di pranzare insieme ai ragazzi disabili e devo ammettere che non è stato affatto semplice: c’era un ragazzo che poteva nutrirsi solo per mezzo di un tubo nello stomaco, un altro uomo era sordo, muto e cieco e comunicava facendo gesti sul suo corpo. Anche un semplice pranzo in loro compagnia mi ha insegnato tanto perché noi spesso tendiamo a disperarci per i problemi che abbiamo ma mi sono resa conto che i nostri problemi non sono nulla a confronto a ciò che devono subire questi ragazzi. Una delle ragazze che lavora insieme ai disabili mi ha detto che davvero dobbiamo ritenerci fortunati ed essere grati a Dio per averci dato tutto ciò che abbiamo. Un altro giorno siamo andati a cantare in una casa di riposo e mi ha colpito l’entusiasmo degli anziani e i loro sorrisi che ci hanno accolti al nostro arrivo alla struttura. Questa esperienza mi ha  insegnato tanto e consiglio a tutti di viverla almeno una volta perché ti permette di vedere realtà alle quali non si è abituati ma che possono davvero cambiarti la vita.

Un ulteriore aspetto che mi hai colpito è stata la felicità di alcuni ragazzi disabili e anziani i quali, nonostante le evidenti difficoltà, hanno sempre un enorme sorriso sulla faccia che ti permette di riflettere su quelli che tu definisci essere i tuoi problemi ma non sono paragonabili ai loro. 

(Sara, II linguistico)

PALERMO 2019 - Volontariato con i ragazzi del Quartiere Zen

palermo

PALERMO 2019

Posso dire con certezza che non ho mai vissuto sei giorni così intensi in vita mia. Non ci fermavamo mai, erano un’esperienza dopo l’altra. Abbiamo visitato Palermo con l’associazione Addio Pizzo, visto il museo Falcone-Borsellino e ci siamo recati a Brancaccio, il quartiere dove lavorava e dov’è stato ucciso Don Pino Puglisi. Devo dire che ho capito molto meglio come funziona il mondo della mafia e chi ha contribuito a lottare contro di essa. Abbiamo intrattenuto e servito il pranzo ad un simpaticissimo gruppo di disabili ed è stata dura, ma vederli felici di averci attorno è veramente appagante e meraviglioso. Infine abbiamo fatto da animatori ad uno scalmanato gruppo di bambini del quartiere Zen. Da dove iniziare, hanno tutti una situazione familiare difficile e magari non è facilissimo gestire alcuni di loro, nonostante ciò sono tutti super affettuosi e più abbracci e baci gli dai più sono felici. Di solito stavamo con loro nel quartiere Zen e non mancavano gli sguardi curiosi ma anche sospettosi dei genitori. Due volte invece siamo andati con loro al mare, che fatica!!! Non stavano fermi un secondo e guai a te se non facevi come dicevano loro, bisogna essere determinati per tenere testa a quei piccoletti.

L’addio è stata sicuramente la parte peggiore, ti affezioni a quelle piccole pesti in un modo in cui non mi sarei mai immaginata. Salutare gli animatori del luogo e i bambini sapendo che non li rivedrai presto è straziante. Tornata a casa mi sono sentita vuota, ma allo stesso tempo arricchita da questa nuova esperienza che mi ha dato tanto, ho imparato ad essere più paziente, più coraggiosa e di sicuro più intraprendente.

(Maya, II linguistico)

TERRA SANTA 2018 - Pellegrinaggio e volontariato con "i bambini che non esistono", con le suore di Ortaz e con i ragazzi disabili di Don Guanella

gerusalemme
Il Montini sulla Scala dei Franchi, alle porte della Basilica del Santo Sepolcro

 

È difficile riassumere in poche righe l’esperienza del pellegrinaggio in Terra Santa. A volte le parole sono di troppo: vorrei poter lasciare parlare per me il silenzio del deserto, il sorriso dei bambini, il bianco e l’oro di Gerusalemme, gli occhi di persone innamorate della propria terra… ci sono stati diversi momenti che mi hanno toccata in maniera particolare; il più emozionante è stato sicuramente quello in cui due minuscole manine hanno stretto nei loro pugnetti la stoffa della mia maglietta. Non avrei mai immaginato che la risata di una bambina tanto piccola mi avrebbe scatenato nel cuore una commozione tanto grande. Le persone che sono partite insieme a me e quelle che ho incontrato hanno lasciato un segno indelebile dentro di me: i momenti di divertimento, le cantate al chiaro di luna, i momenti di riflessione e di profonda commozione; il meraviglioso modo in cui ho visto fiorire i miei compagni di viaggio mi hanno aiutata a cogliere la bellezza di un mondo tanto diverso dal nostro ma non per questo meno bisognoso d’amore.

(Francesca, II classico)

 

PALERMO 2018 - VOLONTARIATO NEL QUARTIERE ZEN

palermo
I nostri ragazzi e i ragazzi di strada del quartiere Zen

 

Conosciamo bene il cielo azzurro che sta sopra di noi, ma non sappiamo che dietro l'angolo vi è un acquazzone...ma alla fine cosa ci interessa? L'importante è avere un paio di Nike ai piedi, una felpa alla moda e l'ultimo cellulare della Apple...perché senza non valiamo niente. 

Nell'andare al quartiere Zen, e far giocare i bambini di strada, far di loro persone più oneste e in grado di rispettarsi vicendevolmente, non troviamo l'utilità pratica, in fondo in soli 7 giorni come si può cambiare una realtà così rovinata? 

E invece non ti rendi conto che attraverso un semplice gioco di strada, un pomeriggio al mare, un disegno o un momento di tenerezza, stai portando sul palmo della mano la vita di una piccola creatura, quasi come un eroe. Una piccola creatura che non ha la libertà di vivere i propri sogni e combattere per ottenere il suo piccolo posto nel mondo perché non gli vengono offerti i mezzi per farlo.

Minuto dopo minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno ti rendi anche conto che il dono più grande,non è quello che fai tu ,dedicando loro del tempo, ma quello che fanno loro a te regalandoti il cuore...e attraverso un grande sorriso, un paio di occhi che ti riscaldano il cuore e poche parole che ti abbracciano dolcemente l'anima ti rendi conto di quali sono i valori autentici nella vita.  E allora pur spaventata nell'affrontare una nuova esperienza, con l'impressione di essere costantemente in procinto di tuffarmi in nuove acque senza saper bene come nuotare, mi sono lanciata col paracadute. 

Mettendoci l'anima, il paracadute riesce ad aprirsi e, anziché cadere, si spicca il volo e si è più vicini a toccare il cielo. Se si sceglie di restare lì, come in qualsiasi altro posto, il paracadute non si apre.

Occasioni come quelle che offre il Montini non si hanno spesso nella vita. In qualsiasi  altro liceo classico o linguistico insegnano il greco, il latino, il francese, l'inglese, lo spagnolo, la filosofia, l'italiano...ma solo al Montini, e solo attraverso esperienze come questa si impara ad essere uomini e donne, si impara ad amare la vita e soprattutto si impara a condividere l'ombrello con il prossimo.

(Aurora, V ginnasio)

 

BOGLIASCO 2018 - VOLONTARIATO CON ANZIANI E DIVERSAMENTE ABILI 

 

BOGLIASCO
I nostri ragazzi e i loro sorrisi

 

A luglio ho avuto l'opportunità di fare volontariato a Bogliasco in due strutture: una casa per anziani e una per disabili mentali. E' stato davvero toccante. Ascoltare le loro parole, leggere la gratitudine nei loro occhi o semplicemente incontrarli nei piccoli gesti mi ha accarezzato il cuore con emozioni mai provate. In pochi giorni è cambiato il mio modo di guardare chi mi sta intorno. Alla partenza mi sono commossa e una parte di cuore è restata là. 

(Teresa, I linguistico)

CRACOVIA 2016 - GMG (Giornata Mondiale della Gioventù)

gmg
le due milioni di candele accese durante la veglia con il Papa

 

In una fresca sera polacca abbiamo esultato come dei matti all'invito del Papa che, durante la notte di festa degli italiani, ci ha detto "fate il vostro dovere, che è fare chiasso tutta la notte". Quella notte abbiamo fatto chiasso, abbiamo ballato e cantato che "voglio vivere, ma sulla pelle mia", ma tutti noi sapevamo che la vita, quella vera, sarebbe stata negli undici mesi che ci aspettavano. È lì che dobbiamo metterci in gioco. Eravamo testimoni di ciò che stavamo vivendo, non potevamo più "tirarci indietro". Ci era stato fatto il dono di quell'esperienza, piena di incontri, di zaini in spalla e bandiere diverse e tutte verso quello stesso cielo polacco, di cori, canti ma anche di silenzio. Il silenzio di quei due milioni di giovani che si tenevano per mano e pregavano "costruendo ponti e abbattendo muri", consapevoli della verità delle parole di Papa Francesco durante la veglia del sabato al Campus Misericordiae, davanti a milioni di candele accese: " la risposta siete voi, il mondo vi guarda"

(Francesca, V ginnasio)

CAMMINO DI SANTIAGO 2017

M
La "M" del Montini sui gradini della Cattedrale di Santiago, dopo 160 chilometri di cammino.

 

A chi mi chiederà del Cammino di Santiago non risponderò descrivendo le varie tappe. A chi mi chiederà del bagaglio da portare dirò che si deve partire con un carico minimo ma che potrebbe aumentare. Potrebbe riempirsi di tutto ciò che si vive e si vede lungo la strada, tutto ciò che abbiamo dentro e che il Cammino ti fa tirar fuori: la sopportazione, il coraggio di andare avanti anche se stanchi e doloranti, l'affrontare la fatica e i disagi. A chi mi chiederà del percorso dirò che questo viaggio non comincia a Roncisvalle o a O'Cebreiro, ma da molto prima e in un luogo dentro di sè. 

Racconterò, piuttosto, dei giorni facili, dove sembra che qualcuno ti sollevi lo zaino dalla schiena e di quelli difficili, in cui il sole era troppo caldo e la strada troppo lunga. Racconterò di Rolf, un ragazzo olandese incontrato per strada, in cammino da un mese per ritrovare se stesso dopo uno smarrimento, che ci ha accompagnato fino all'imponente cattedrale di Santiago. Parlerò del ritorno, quando tutto ciò che ti circonda appare privo di colori, quando le gambe non vogliono saperne di stare ferme. 

Racconterò che alla vista dell’oceano dal faro di Finisterre, ai confini del mondo, ho capito di essere solo all'inizio e non alla fine del mio percorso, e che tutta quella meraviglia era un invito ad andare per strade diverse, tutte interiori. Per questo è un viaggio che ti porti dentro, quello del cammino di Santiago, perché è un viaggio del cuore.

(Francesca, I classico)

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