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Il Montini Oggi

Una scuola controcorrente

In mezzo alla tanta confusione e disinformazione sulle scuole paritarie, esiste a Milano un’esperienza unica e profetica nel suo genere. Si tratta del Liceo Montini di Milano, una realtà che ha 43 anni di vita…

Don Paolo ZagoNe parliamo con il Rettore, don Paolo Zago, che è anche Prevosto a Gorgonzola.

Quando è nato il Liceo Montini?

Il liceo Montini nasce per opera di don Carlo Calori alla fine degli anni 70 in una realtà periferica di Milano, con lo scopo di offrire una proposta educativa cattolica e di qualità, seguendo l’insegnamento di Papa Paolo VI, da cui ha preso il nome alla sua morte.

Quali sono le intuizioni del fondatore?

Una scuola cattolica, di qualità, per tutti.

Cosa vuol dire per tutti?

Vuol dire che al Montini possono accedere tutti, anche coloro che non hanno soldi per mantenere i figli nelle scuole cosiddette “private”. Al Montini, da 43 anni a questa parte, non esistono le “rette”.

Come è possibile una scuola senza rette?

Ogni famiglia contribuisce in maniera libera al mantenimento della scuola secondo le proprie possibilità e secondo coscienza.

Nessun controllo?

No. La scommessa è quella di mettere l’economia al servizio dell’educazione dei ragazzi, corresponsabilizzando le famiglie. Ciascuno sa quanto ci costa il loro figlio, dopo di che ciascuno fa i suoi calcoli.

Ma ottenete i soldi necessari?

Ogni anno mancano a preventivo decine di migliaia di euro per sanare il bilancio. E allora tutte le componenti della scuola si danno da fare. I professori offrono gratuitamente ore di insegnamento; gli studenti si adoperano per raccogliere fondi; i genitori offrono il loro servizio ed apporto. Ma è soprattutto la Provvidenza che da anni ci sostiene, attraverso strade sempre sorprendenti!

Spesso le scuole paritarie vengono accusate di essere dei “diplomifici”. Lo è anche il Montini?

No. Per don Carlo la dimensione popolare andava di pari passo con la dimensione di una scuola di qualità e culturalmente elevata. Popolare non ha mai significato, per lui, “di basso livello”. La sua attenzione educativa nei confronti di tutti, non lo ha portato a livellare verso il basso i termini della proposta. Anzi. A tutti noi ha sempre richiesto, oltre alla santità individuale, la competenza professionale.

 

Ed oggi? E’ ancora così?

Personalmente sono testimoneda quando cioè don Carlo è partito per il Paradiso, e il Cardinal mi ha chiesto di proseguirne l’opera, del fatto che questi pilastri reggono ancora.

Inoltre la proposta educativa prevede che i ragazzi durante l’anno scolastico abbiano momenti formativi, giornate di ritiro spirituale e attività di servizio pomeridiane e serali coi minori, i diversamente abili, gli anziani e il mondo dell’emarginazione. Nel corso dell’estate svolgono settimane di volontariato in Italia e all’estero. Il tutto dentro la dimensione della libertà del soggetto, mai dell’imposizione. I docenti cercano di fare in modo che tutti gli studenti possano raggiungere gli obiettivi didattici consoni alle loro capacità, non escludendo anche traguardi di eccellenza per chi può raggiungerli.

I risultati?

Sono sempre molto buoni sia sul versante didattico sia su quello educativo. Decine di vocazioni sono nate sui nostri banchi e centinaia di famiglie hanno trovato e trovano occasioni di crescita e di maturazione.

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